CURIOSITÀ

Riccardo Spiega...

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Curiosità

Cinetosi Visiva

Con il termine "cinetosi visiva", spesso chiamata anche mal di movimento, si intende un insieme di disturbi che includono capogiri, nausea, mancanza di equilibrio e sensazione di galleggiamento. Questi derivano da una anomala interazione tra stimoli dei sistemi visivo, vestibolare (il sistema che regola l'equilibrio) e propriocettivo (termine con il quale in questo ambito si intende l'insieme della tonicità muscolare del corpo).

Interazione tra visione e vestibolo

In condizioni normali, il sistema visivo funge da indicatore per il sistema vestibolare che regola l'equilibrio. Ad ogni movimento degli occhi, ad esempio, le informazioni visive vengono mandate al vestibolo, situato nell'orecchio interno, perchè questo possa regolare l'equilibrio del corpo di conseguenza. Allo stesso modo, ad ogni movimento del capo il sistema vestibolare coordina dei movimenti oculari. Tutto questo avviene in automatico, senza che noi ne abbiamo coscienza, e ci consente di mantenere una buona fissazione degli occhi anche mentre ci muoviamo, ed un buon equilibrio anche mentre muoviamo gli occhi.

Quando qualcosa nell'interazione tra visione e equilibrio non funziona correttamente il processo non risulta più automatico e ottimale, ma al contrario genera delle interferenze che causano i fastidiosi sintomi di malessere tipici della cinetosi.
I movimenti oculari, che dovrebbero comunicare con il vestibolo per non alterarne lo stato, generano delle difficoltà nel mantenere l'equilibrio. Allo stesso modo i movimenti del capo e del corpo non sviluppano più dei movimenti degli occhi fluidi che possano mantenere una corretta fissazione, ma creano delle alterazioni nella visione.

Interazione tra visione centrale e periferica

Oltre a queste problematiche di interazione, si può sviluppare una anomala gestione delle informazioni visive.
La visione non si limita alla lettura dei caratteri, ma coinvolge il riconoscimento, a volte inconscio, dell'ambiente circostante. Possiamo quindi pensare alla visione come l'insieme della visione centrale o locale e della visione periferica o globale. La visione centrale, ciò che si sta osservando con il centro del campo visivo, ci da informazioni su cosa stiamo guardando, ci consente di leggere i caratteri di un testo o osservare i dettagli di una immagine. La visione periferica ci consente invece di orientarci nello spazio, di percepire la luce e le ombre, i movimenti e le variazioni dell'ambiente. Se le informazioni visive centrali e periferiche non si integrano correttamente può nuovamente svilupparsi la cinetosi visiva. Un esempio tipico è il mal d'auto, che peggiora se si prova a leggere un testo o un messaggio su smartphone. Un altro esempio spesso sottovalutato è rappresentato dai luoghi affollati o ricchi di oggetti o di luce, come un supermercato o una piazza affollata. La quantità di oggetti, di persone o di luci attorno a noi possono causare nervosismo e malessere generale, al quale spesso non pensiamo come ad una problematica visiva ma che potrebbe invece essere spiegato proprio dalla cinetosi.

Come risolvere la cinetosi

L'occhiale non serve! Al contrario, per chi soffre di cinetosi ogni cambio di occhiale, anche una semplice sistemazione possono essere molto fastidiosi poichè cambiano il fragile equilibrio tra visione centrale e globale e tra visione e vestibolo.

La buona notizia è che la cinetosi può essere di solito completamente risolta andando a eliminare tutti i fastidi legati alle attività quotidiane come fare la spesa al supermercato e stare in un ambiente affollato: la soluzione per queste problematiche visive è il training visivo optometrico.

Chi è l'Optometrista

L'optometrista è un professionista della visione. Si occupa di tutte le problematiche visive non patologiche, dalle più note che portano un calo visivo (per esempio miopia e ipermetropia), alle non meno comuni che causano i sintomi di affaticamento visivo: mal di testa, bruciore agli occhi, fatica nel leggere, visione instabile, fino anche a nausea e vomito.
In poche parole, l'optometrista tratta le problematiche visive funzionali.

La parola "optometrista" deriva dal greco e significa "misurazione della vista".

Cosa fa un optometrista?

La pratica optometrica include la prescrizione di mezzi correttivi quali occhiali, lenti a contatto e mezzi ottici terapeutici, l'applicazione e la valutazione delle lenti a contatto, il potenziamento e miglioramento delle attività visive, la collaborazione con altre figure professionali sanitarie.

Determinazione del difetto visivo

L'optometrista valuta la necessità di correzione del difetto visivo riscontrato. La corretta prescrizione permette di aumentare l'acuità visiva, che è la capacità di discriminare i dettagli fini di un oggetto. Spesso però i famosi 10 decimi non sono sufficienti per una visione efficace e confortevole! Anzi, serve molto altro...

Valutazione delle abilità visive

L'optometrista indaga come funziona il sistema visivo, ovvero le abilità necessarie per ottenere una visione efficiente durante le attività quotidiane: capacità di allineare gli occhi (vergenza), di messa a fuoco alle varie distanze (accomodazione), motilità oculare, collaborazione dei due occhi (binocularità).

Molta attenzione va ricondotta alla distanza di lettura/scrittura, e di conseguenza a quelle abilità indispensabili per svolgere attività quotidiane come leggere e scrivere.

Prolematiche visive funzionali ... ?

"Vedo bene ma..." Capita spesso di sentirlo dire.
Anche se anatomicamente le strutture coinvolte nel processo visivo sono integre e la correzione (per esempio gli occhiali) è corretta, non è detto che si abbia una visione efficiente: si può avere visione doppia o sfocata, difficoltà nella lettura, frequenti mal di testa, scarsa percezione della profondità, difficoltà di concentrazione, scarsa coordinazione occhio-mano, eccetera. Tali problematiche potrebbero originare da un'errata interpretazione delle informazioni provenienti dal sistema visivo, e le chiamiamo in generale problematiche funzionali.

Per risolvere queste problematiche l'optometrista saprà consigliare di volta in volta l'opzione migliore, dal semplice occhiale, non più pensato per i famosi 10 decimi ma come dispositivo funzionale, fino al training visivo optometrico.

Optometria pediatrica

Particolare attenzione va rivolta ai più piccoli, in particolare nella fascia di età 0-6 anni: è infatti in questo periodo di vita che si sviluppano maggiormente le caratteristiche funzionali del sistema visivo. È importante dunque monitorare periodicamente le abilità visive del bambino, valutando l'eventuale presenza di difetti e difficoltà nella vista.

A cosa fare attenzione?

Sono molti i segni che possono farci sospettare la necessità di una analisi visiva: visione sfocata da lontano o vicino, frequenti mal di testa, visione doppia, necessità di strizzare gli occhi per vedere meglio, tendenza ad inclinare la testa o il libro nel leggere, avvicinarsi troppo al libro, chiudere/coprire un occhio durante la lettura, perdita del segno nella lettura, confondere le lettere e i numeri, difficoltà nel copiare dalla lavagna, vedere le parole in movimento nel foglio, e ancora altri indizi possono suggerirci la presenza di una problematica visiva.

Scegli con cura il tuo professionista cella visione!

Molte delle definizioni presentate sono prese da ALOeO, Associazione Laureati in Ottica e Optometria. Fidati solo di professionisti che espongono il suo logo, a garanzia di una corretta formazione ed un costante aggiornamento!

È bene recarsi periodicamente dall'optometrista per controlli visivi e da figure come il medico oculista per valutare la propria salute oculare.