CURIOSITÀ

Riccardo Spiega...

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Curiosità

Cheratocono

Il cheratocono è una patologia della cornea, la porzione trasparente più esterna dell'occhio. In un occhio affetto da questa problematica una porzione della cornea si assottiglia e si indebolisce, perdendo la sua resistenza e di conseguenza la sua forma naturale: spinta dalla pressione interna dell'occhio questa assume una forma, appunto, conica.

Il cheratocono viene diagnosticato dal medico oftalmologo solitamente dopo una topografia, un esame strumentale in grado di ricreare una mappa dell'occhio per evidenziarne le alterazioni. È importante quindi in caso di sospetto cheratocono rivolgersi a medico per una pronta diagnosi, ed in caso di riscontro della patologia effettuare controlli periodici per monitorarla.

Il cheratocono causa un astigmatismo irregolare, spesso abbinato a miopia. Per questo i primi sintomi del cheratocono sono in genere quelli di visione sfocata tipici dei due difetti refrattivi.
La visione risulta più alterata quanto più progredisce la patologia.

A causa della forma irregolare assunta dall'occhio, la visione non è completamente migliorabile con occhiali. per ottenere una buona visione quasi sempre occorrono delle speciali lenti a contatto.

A differenza delle più comuni lenti morbide, le lenti per cheratocono sono in materiale duro, spesso chiamate semirigide, così da poter appoggiarsi all'occhio senza deformarsi, ma al contrario simulando una forma pi&ugarev; regolare e consentendo una visione nitida.
Queste lenti vanno realizzate su misura, dopo una attenta applicazione effettuata dall'ottico o optometrista in modo da consentire una visione ottimale senza alterare la delicata situazione della cornea.

Ipovisione

L'ipovisione è una condizione di permanente riduzione della funzionalità visiva. Può essere causata da diverse patologie, e si concreetizza in una qualità visiva molto scarsa, in termini di acutezza visiva e/o di campo visivo, non migliorabile con occhiali, lenti a contatto o trattamenti medici.

Si tratta quindi di una condizione piuttosto debilitante, che limita chi ne è affetto nelle comuni attività quotidiane, ad esempio nel riconoscere un volto, nel fare la spesa, nella lettura e nel lavoro.

Poichè la visione è compromessa e non migliorabile con semplici occhiali o lenti a contatto, bisogna cercare soluzioni differenti. La cosa più importante è imparare a sfruttare il proprio potenziale visivo residuo, abituandosi per quanto possibile alla nuova condizione.
In aggiunta a questo, diversi dispositivi appositamente realizzati possono aiutare a migliorare la visione per specifici compiti.

Questi dispositivi sono in genere degli ingranditori, i più semplici dei quali sono le comuni lenti di ingrandimento. Ne esistono di diversi tipi, con lenti più o meno gandi e più o meno ingrandenti. Le migliori sono dotate di supporto e luce integrata, offrendo una comodità ed una usabilità migliore per la lettura. Alcune lenti sono pensate per usi specifici, come il cucito o la lettura di tabulati.

Se occorre un ingrandimento maggiore, o quando si ha necessità di migliorare la visione a distanze diverse, si possono utilizzare dei sistemi ingranenti montati su occhiale. Si tratta di veri e propri piccoli telescopi costruiti su misura e montati su occhiali che possono essere indossati e che vanno ad ingrandire e migliorare la visione per lontano e/o per vicino. Questi sistemi possono essere molto utili e possono sembrare semplici, ma vanno prescritti e testati per il singolo utilizzatore.

Oltre ai dispositivi ottici esistono i videoingranditori. Si tratta di videocamere che riprendono un testo scritto e lo proiettano, ingrandito, su uno schermo. Sono dispositivi in genere più costosi ed ingombranti, ma consentono di leggere testi che altrimenti risulterebbero troppo piccoli.

Esistono poi i sistemi di riconoscimento digitale. Si tratta di dispositivi digitali che con una videocamera ed un sintetizzatore vocale riconoscono e leggono per noi testi scritti ma anche banconote, volti e molto altro. Le moderne tecnologie stanno portando questi sistemui ad essere molto pratici e funzionali, consentendo di svolgere una gran quantità di compiti prima impossibili.

Infine, una componente davvero importante dell'ipovisione è la forza di volontà. Purtroppo una calo visivo debilitante e non recuperabile puè essere molto frustrante, ma non bisogna lasciarsi abbattere: la tecnologia cerca di aiutarci dove i nostri occhi non arrivano!

Luce Blu

La luce ci consente di vedere il mondo in tutta la sua bellezza. Diffusa dal Sole o dalle lampade nelle nostre case, si irradia nell'ambiente illuminando tutti gli oggetti. Arrivata ai nostri occhi ci consente di osservare i colori, le forme e tutte le sfumature del nostro bellissimo mondo.

C'è molta differenza però tra la luce naturale del Sole e la luce delle moderne lampade a neon o a led... Sempre di più infatti queste moderne fonti luminose sono ad alta energia, di un bianco vivissimo, quasi tendente all'azzurrino, come ad esempio nei fari delle auto.
Questa luce così accesa, che in genere si definisce bianco freddo, non è altro che una radiazione con una forte componente di luce blu.

Parliamo di luce

La luce bianca è infatti composta da tante luci di energia diversa, che compongono i diversi colori, proprio come nell'arcobaleno. Partendo dal rosso dotato di minore energia, si passa all'arancione, il giallo, il verde, l'azzurro ad energia intermedia, per arrivare al blu-viola ad alta energia.
Oltre a queste che rappresentano la luce che noi possiamo vedere, esistono gli infrarossi, prima del rosso, e gli ultravioletti, dopo il blu-viola, entrambe non visibili ma che possiamo percepire sotto forma di calore o quando ci abbronziamo al mare.

La luce nei dispositivi moderni

Nella luce del nostro Sole, quella più naturale per i nostri occhi, c'è una predominanza di toni caldi di giallo e rosso. Al contrario, nei moderni led si ha una forte dominanza di luce blu. Questa rende il led di un bel bianco brillante ma... Può stancare i nostri occhi!

Ricerche recenti sembrano infatti indicare che l'eccesso di luce blu nei moderni dispositivi elettronici può portare ad affaticamento visivo. Sembrerebbe inoltre che la luce blu sia responsabile di alterazioni dei cicli di veglia e sonno, disturbando il nostro riposo.

Per questo i sistemi più recenti consentono di ingiallire lo schermo nelle ore serali, riducendo l'affaticamento degli occhi. Ma come difendersi davvero dall'eccesso di luce proveniente dal luogo di studio o lavoro, dal cellulare, dagli schermi di pc e televisione, dai fari delle auto e sempre più spesso anche dalle lampadine nelle case?

Lenti da vista per una protezione completa

Per fortuna esistono diversi dispositivi specifici per ridurre l'arrivo di luce blu ai nostri occhi! È il caso delle lenti oftalmiche di nuova generazione, che con il loro materiale o con il trattamento antiriflesso possono bloccare una parte più o meno alta della luce blu.

Non bisogna esagerare... La luce blu, anche se può risultare fastidiosa, è comunque parte della luce bianca. Eliminarla completamente significherebbe privarci di parte della nostra qualità visiva nonchè alterare i colori degli oggetti. Quindi la lente oftalmica non deve bloccare tutta la luce blu!
Al contrario, deve bloccare tutti i dannosi raggi UV, molto simili alla luce blu ma non più visibili e solo dannosi per gli occhi.

Le migliori lenti moderne quindi sono in grado di bloccare completamente la luce UV e di fermare anche una piccola parte della blu, lasciando passare quel che serve a mantenere una buona visione, una corretta percezione dei colori, ma assorbendo l'eccesso che stanca gli occhi.

Come funzionano queste lenti?

Generalmente le lenti funzionano in due modi diversi: alcune lenti sono composte di un materiale che è in grado di assorbire la luce blu, bloccandone il passaggio. Altre lenti sono trattate con un particolare antiriflesso che riflette la luce blu, anche in questo caso lasciando passare solo la luce necessaria.

Questi tipi di lenti possono essere indicate sia per chi cerca la migliore tecnologia sia per chi, come i più giovani, hanno più necessità di protezione e sono esposti per tempi maggiori alla luminosità dei dispositivi digitali.
Alcune ditte di lenti hanno quindi sviluppato più tipi di lenti, alcune con la massima protezione per chi è maggiormente immerso nel mondo digitale, altre per chi cerca una soluzione di protezione più flessibile e discreta.

Quale scegliere? Il vostro optometrista ed il vostro ottico di fiducia sapranno indicarvi al meglio le diverse opportunità attualmente offerte dal mercato, proponendo la soluzione più adatta alle vostre esigenze!

Raggi UV

I raggi UV, o ultravioletti, sono una particolare componente della luce, ad alta energia e non visibile dall'occhio umano.

La luce è quella particolare forma di energia emessa dal Sole, dalle altre stelle, o da dispositivi artificiali come le lampade in casa.
Di tutta la luce, solo una piccola parte è visibile. Una grande quantità di luce ha energia troppo bassa o troppo alta per essere vista, ma arriva comunque a colpire i nostri occhi.

I raggi UV sono appunto una parte ad alta energia della luce. Possono essere molto pericolosi: sono i responsabili dell'abbronzatura estiva, ma proprio come ci possiamo scottare la pelle se prendiamo troppo sole, anche i nostri occhi possono rimanere danneggiati dai raggi UV.
Anzi, poichè i nostri occhi non possono cambiare il loro colore per difendersi, sono più sensibili ai raggi UV e vanno protetti.

Per fortuna ci sono tanti dispositivi e abitudini che ci aiutano.

Primi fra tutti gli occhiali da sole, nati per difenderci dai raggi dannosi oltre che dalla luce in eccesso. Le lenti grazie al loro colore trattengono la luce visibile in eccesso, permettendoci di eliminare quel fastidioso effetto di abbagliamento. Ma se le lenti rispettano gli standard riescono a bloccare anche tutti i raggi UV. Per questo è importante assicurarsi di usare lenti da sole di buona qualità: se non lo sono, i raggi UV, che per noi sono invisibili, potrebbero arrivare ai nostri occhi e danneggiarli senza che noi possiamo accorgercene!
Ricordiamo che è possibile produrre lenti da vista perfettamente colorate e protettive per il sole.

Oltre agli occhiali da sole, esistono diverse soluzioni anche per le lenti chiare da vista.
Un primo esempio sono le lenti fotocromatiche, lenti con apposita tecnologia che si attiva in risposta ai raggi UV, colorando la lente e rendendola una perfetta lente protettiva.
Anche i trattamenti antiriflesso di migliore qualità, pur essendo perfettamente trasparenti, sono prodotti in modo da bloccare i raggi dannosi. Questi trattamenti, effettuati sulle lenti da vista, le rendono quindo non solo più trasparenti alla luce visibile, ma riescono a renderle dei dispositivi di protezione dagli UV.
Infine, molti materiali per lenti da vista, anche se trasparenti, sono prodotti in modo da non lasciar passare questi raggi dannosi! Chiedi sempre al tuo optometrista o ottico di fiducia le specifiche del materiale delle tue lenti!

Una curiosità: anche alcune lenti a contatto, anche queste perfettamente trasparenti e non colorate, possono proteggere gli occhi dai raggi UV! Inoltre, i ricercatori stanno studiando e producendo uno speciale materiale per lenti a contatto fotocromatico, quindi forse presto potremo avere lenti a contatto che si colorano al sole!

Abbiamo visto tanti dispositivi diversi, ma la cosa più importante è ricordarsi di proteggere sempre gli occhi: non possiamo vedere gli UV ma possiamo difenderci!

Antiriflesso

L'antiriflesso è un trattamento che viene effettuato sulla superficie delle lenti per renderle più trasparenti. È composto da uno o più sottilissimi strati di materiali con specifiche proprietà ottiche.

Funzionamento

I vari strati si occupano di eliminare i fastidiosi riflessi che la luce farebbe sulle superfici della lente. Senza trattamento quindi le superfici della lente riflettono una piccola quantità di luce, rendendo la lente leggermente specchiante. Con il trattamento questa riflessione viene diminuita quasi a zero.
Come si può osservare nella foto, la lente non trattata presenta riflessi bianchi e ben evidenti. Al contrario, nella lente con trattamento resta un residuo di riflesso verde, molto meno intenso, rendendo la lente nel complesso più trasparente.

Questo permette a chi indossa l'occhiale di conservare una visione più pulita e naturale.

Non tutti i trattamenti antiriflesso sono uguali

I vari trattamenti possono differire notevolmente uno dall'altro. Una lente può essere completamente non trattata, oppure presentare uno o più trattamenti multipli, che genericamente possiamo distinguere in:

Indurente, una volta chiamato antigraffio, trattamento base che rende le lenti più resistenti;
Antiriflesso, l'effettivo trattamento che elimina i riflessi, che nei trattamenti di alta qualità è composto da molti strati per eliminare più riflessi possibile;
Antistatico, una componente degli antiriflessi migliori che rende la lente più resistente allo sporco;
Idrofobico, l'ultimo strato che rende la lente più facilmente pulibile.

Trattamenti specifici

Oltre ai trattamenti "base", utili per rimuovere i riflessi, esistono trattamenti specifici per casi particolari, come ad esempio i trattamenti blue-protect, che bloccano i raggi UV e parte della luce blu ad alta energia, presente in gran quantità nei led e negli schermi moderni.

Un altro esempio è la specchiatura, un trattamento effettuabile sulle lenti colorate da sole per rispondere a tutte le esigenze della moda.

Infine esistono trattamenti che rendono la lente antiappannante o resistente al calore.

La miglior visione

L'antiriflesso è una componente fondamentale per una lente oftalmica dalle prestazioni al top. Rende la lente più resistente e longeva, consente una visione chiara e nitida in ogni condizione di luce, e risponde ad esigenze di lavoro e di visione particolari.

Lenti "oftalmiche"

Con il termine lenti oftalmiche si indicano le lenti correttive degli occhiali.

Un po' di storia

La storia delle lenti oftalmiche parte già dagli antichi romani, ma è solo in epoca medievale che, sempre nella penisola italica, la lavorazione del vetro viene indirizzata esplicitamente a questo scopo: le lenti oftalmiche, grazie alla loro forma, alla qualità e alla curvatura delle superfici, consentono di deviare la luce in modo ottimale, consentendo a chi ha difetti visivi di tornare a vedere nitidamente.

I materiali

Attualmente le lenti possono essere prodotte in diversi materiali: al fianco delle storiche lenti minerali, composte di vetri più o meno complessi, esistono le lenti organiche infrangibili, fatte di diverse tipologie di materiali organici che, a parità di traspareza e qualità ottica risultano più leggere e resistenti agli urti.
Sia per le minerali sia per le organiche, le variazioni nel materiale portano le lenti ad essere più o meno sottili, rendendole adatte a tutte le problematiche visive.
Le lenti possono essere colorate per proteggere dal sole, oppure fotocromatiche che si colorano al sole per tornare chiare in ambienti chiusi o con poca luce.

Le funzionalità

Possiamo inoltre distinguere le lenti oftalmiche per la problematica che correggono e quindi per il loro "potere": esistono lenti negative per miopia, positive per ipermetropia e presbiopia, esistono lenti per astigmatismo o altro.
Infine si differenziano tra monofocali, lenti che consentono di vedere solo da lontano o da vicino, o multifocali, che consentono di vedere bene a più distanze, come ad esempio le lenti per ufficio o le progressive.

La migliore visione

Come vedete esistono tante tipologie di lenti oftalmiche, ognuna adatta a necessità specifiche, tutte con lo scopo comune di consentire sempre la visione migliore a chi le indossa: per ogni necessità esiste la giusta lente!

Come nasce un occhiale?

Vi siete mai chiesti come nasce un occhiale?
Scopritelo in questo video di 90 secondi!

Montatura by Look the Concept Factory, lenti by Carl Zeiss Vision lavorate con la miglior strumentazione by Nidek presso il nostro laboratorio.

Musica: "Corporate success" by Scott Holmes
From the Free Music Archive

Presbiopia

La presbiopia è un difetto visivo che impedisce la corretta visione da vicino. Un presbite quindi vedrà male gli oggetti vicini mentre continuerà a vedere bene quelli lontani.

È una problematica che insorge intorno ai 40-45 anni, quando la lente dell'occhio, il cristallino, inizia a perdere la sua elasticità e con essa la sua capacità di messa a fuoco.

Normalmente le immagini di oggetti ravvicinati si formano sulla retina, ossia sul fondo dell'occhio, grazie al processo di messa a fuoco chiamato accomodazione. L'accomodazione è consentita da un cambio di forma del cristallino, che permette di focalizzare quindi gli oggetti ravvicinati alle varie distanze, come nella messa a fuoco di una fotocamera. Con il passare degli anni il cristallino diventa meno flessibile e non riesce più a cambiare facilmente la sua forma: gli oggetti più vicini iniziano ad apparire sfocati.

La presbiopia influisce negativamente sulla vita quotidiana e sul lavoro: dover continuamente sforzare gli occhi e trovare la giusta distanza per vedere bene cellulare, computer, tablet e documentazione cartacea, magari mentre stiamo lavorando o parlando con un collega o un amico, crea stanchezza e affaticamento.

Per fortuna correggere la presbiopia è semplice e si può fare in vari modi: dal classico occhiale da lettura alle lenti progressive, anche lenti a contatto.

Astigmatismo

L'astigmatismo è un difetto visivo che può portare a visione offuscata da lontano e da vicino.

L'astigmatismo è dovuto ad una forma non perfettamente sferica delle componenti dell'occhio, che causano delle distorsioni delle immagini viste. Le immagini possono subire delle alterazioni lievi, come dei leggeri tremolii dei bordi, fino a vere e proprie distorsioni, come ad esempio vedere il cellulare storto o il piatto ovale.

L'astigmatismo si corregge con lenti da occhiale o lenti a contatto che compensano questa non sfericità dell'occhio.
Piccoli valori di astigmatismo in genere non causano nessun fastidio, ma correggere valori più forti può causare difficoltà di adattamento, perchè l'astigmatico, che era abituato a vedere il mondo con queste distorsioni, di colpo si trova a vedere in modo diverso, e può percepire gli oggetti come storti per colpa delle lenti che prima non portava.
È quindi necessario valutare con attenzione gli effetti delle lenti correttive. Nei casi di astigmatismo più forte, le lenti a contatto possono essere un valido aiuto, poichè correggono senza creare distorsioni.

Ipermetropia

La ipermetropia è un difetto visivo che può rendere sfocata la visione da lontano o da vicino, a volte anche entrambe.

Normalmente, le immagini degli oggetti distanti che osserviamo si formano sulla retina, ossia sul fondo dell'occhio, consentendoci una visone nitida. In un occhio ipermetrope questo non avviene e le immagini si formano dopo la retina, per una ridotta lunghezza del bulbo oculare o per un basso potere delle lenti interne all'occhio.

Fortunatamente il nostro occhio è in grado di riportare da solo queste immagini sulla retina, con un processo di messa a fuoco chiamato accomodazione, riportando ad una corretta visione nitida. La capacità di accomodazione dell'occhio ha dei limiti che possono dipendere da età, affaticamento e caratteristiche del sistema visivo, rendendo la ipermetropia una condizione variabile: per poteri bassi rispetto alle capacità dell'occhio non si avranno particolari problemi, mentre per poteri troppo alti si avrà una visione sfocata da lontano e da vicino. Per poteri intermedi, si potrebbe avere una visione saltuariamente offuscata, specialmente nelle distanze ravvicinate (dove lo sforzo è maggiore) e in condizioni di stanchezza.

Come abbiamo visto l'effetto visivo può cambiare in base all'entità della ipermetropia, all'età e alla stanchezza. Un ipermetrope infatti deve sforzare gli occhi per vedere bene anche da lontano, per questo spesso un giovane ipermetrope vede bene ma sente gli occhi stanchi.

È importante quindi capire quanto affaticamento è causato dalla ipermetropia, anche in relazione all'attività visiva svolta: studio, lavoro, sport... L'optometrista saprà risponderti!

Miopia

La miopia è un difetto visivo che rende sfocata la visione da lontano. Un miope quindi vedrà male gli oggetti lontano, mentre potrà vedere bene quelli vicini.

Normalmente, le immagini degli oggetti distanti che osserviamo si formano sulla retina, ossia sul fondo dell'occhio, consentendoci una visone nitida. In un occhio miope questo non avviene e le immagini si formano prima della retina, per una anomala lunghezza del bulbo oculare o per un eccessivo potere delle lenti interne all'occhio. Il nostro occhio non è in grado di riportare da solo queste immagini sulla retina, provocando così una visione tanto più offuscata quanto più sarà alta la miopia.

Al contrario, gli oggetti abbastanza vicini continueranno a produrre immagini sulla retina, consentendo all'occhio miope una buona visione.

La miopia si corregge con lenti negative in grado di riportare l'immagine nuovamente sulla retina. Si possono usare occhiali o lenti a contatto. Un altro metodo correttivo è l'ortocheratologia, un particolare tipo di lenti a contatto che, portate di notte, consentono per tutto il giorno una visione nitida senza occhiali e lenti.

È una condizione molto diffusa in Italia ed in genere intutte le società scolarizzate. Infatti tra le possibili cause della miopia, insieme a quelle ereditarie e alla forma dell'occhio, gioca un ruolo importante anche l'affaticamento visivo nella lettura. Per questo è importante mantenere la visione sotto controllo già dai primi anni di vita: consulta con regolarità il tuo optometrista!

Chi è l'Optometrista

L'optometrista è un professionista della visione. Si occupa di tutte le problematiche visive non patologiche, dalle più note che portano un calo visivo (per esempio miopia e ipermetropia), alle non meno comuni che causano i sintomi di affaticamento visivo: mal di testa, bruciore agli occhi, fatica nel leggere, visione instabile, fino anche a nausea e vomito.
In poche parole, l'optometrista tratta le problematiche visive funzionali.

La parola "optometrista" deriva dal greco e significa "misurazione della vista".

Cosa fa un optometrista?

La pratica optometrica include la prescrizione di mezzi correttivi quali occhiali, lenti a contatto e mezzi ottici terapeutici, l'applicazione e la valutazione delle lenti a contatto, il potenziamento e miglioramento delle attività visive, la collaborazione con altre figure professionali sanitarie.

Determinazione del difetto visivo

L'optometrista valuta la necessità di correzione del difetto visivo riscontrato. La corretta prescrizione permette di aumentare l'acuità visiva, che è la capacità di discriminare i dettagli fini di un oggetto. Spesso però i famosi 10 decimi non sono sufficienti per una visione efficace e confortevole! Anzi, serve molto altro...

Valutazione delle abilità visive

L'optometrista indaga come funziona il sistema visivo, ovvero le abilità necessarie per ottenere una visione efficiente durante le attività quotidiane: capacità di allineare gli occhi (vergenza), di messa a fuoco alle varie distanze (accomodazione), motilità oculare, collaborazione dei due occhi (binocularità).

Molta attenzione va ricondotta alla distanza di lettura/scrittura, e di conseguenza a quelle abilità indispensabili per svolgere attività quotidiane come leggere e scrivere.

Prolematiche visive funzionali ... ?

"Vedo bene ma..." Capita spesso di sentirlo dire.
Anche se anatomicamente le strutture coinvolte nel processo visivo sono integre e la correzione (per esempio gli occhiali) è corretta, non è detto che si abbia una visione efficiente: si può avere visione doppia o sfocata, difficoltà nella lettura, frequenti mal di testa, scarsa percezione della profondità, difficoltà di concentrazione, scarsa coordinazione occhio-mano, eccetera. Tali problematiche potrebbero originare da un'errata interpretazione delle informazioni provenienti dal sistema visivo, e le chiamiamo in generale problematiche funzionali.

Per risolvere queste problematiche l'optometrista saprà consigliare di volta in volta l'opzione migliore, dal semplice occhiale, non più pensato per i famosi 10 decimi ma come dispositivo funzionale, fino al training visivo optometrico.

Optometria pediatrica

Particolare attenzione va rivolta ai più piccoli, in particolare nella fascia di età 0-6 anni: è infatti in questo periodo di vita che si sviluppano maggiormente le caratteristiche funzionali del sistema visivo. È importante dunque monitorare periodicamente le abilità visive del bambino, valutando l'eventuale presenza di difetti e difficoltà nella vista.

A cosa fare attenzione?

Sono molti i segni che possono farci sospettare la necessità di una analisi visiva: visione sfocata da lontano o vicino, frequenti mal di testa, visione doppia, necessità di strizzare gli occhi per vedere meglio, tendenza ad inclinare la testa o il libro nel leggere, avvicinarsi troppo al libro, chiudere/coprire un occhio durante la lettura, perdita del segno nella lettura, confondere le lettere e i numeri, difficoltà nel copiare dalla lavagna, vedere le parole in movimento nel foglio, e ancora altri indizi possono suggerirci la presenza di una problematica visiva.

Scegli con cura il tuo professionista cella visione!

Molte delle definizioni presentate sono prese da ALOeO, Associazione Laureati in Ottica e Optometria. Fidati solo di professionisti che espongono il suo logo, a garanzia di una corretta formazione ed un costante aggiornamento!

È bene recarsi periodicamente dall'optometrista per controlli visivi e da figure come il medico oculista per valutare la propria salute oculare.